TOLLO

Il comune di Tollo si trova in Provincia di Chieti, in Abruzzo.
Sorge su una collina dalla forma arrotondata a 150 metri di altitudine ed occupa una superfice di 14,96 Km quadrati distesi tra le colline che dal Mar Adriatico risalgono gradualmente verso il massiccio della Majella. Dal paese si gode di un panorama notevole: il mare Adriatico, che dista circa quattro chilometri, dall’altro i monti dell’Appennino centrale, con la Majella Madre e il Gran Sasso che sembrano abbracciare i ricchi vigneti ed uliveti.
Associato alle Città del Vino, la sua economia è per la maggior parte basata sulla produzione agricola, in particolare quella vitivinicola. Nel 2015 è stato inaugurato l’Enomuseo comunale, ricavato dal restauro di uno dei pochissimi palazzi antichi del centro storico sopravvissuto ai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale. Al suo interno si trovano diversi locali, tra cui una sala degustazione destinata all’accoglienza degli enoturisti, una sala convegni e un ambiente che ospita l’esposizione di antichi strumenti di lavoro nelle vigne e attrezzi utilizzati per la produzione del vino. La cittadina ospita diversi eventi e manifestazioni di cui i più noti sono la rievocazione storica dell’assedio dei Turchi in concomitanza con le celebrazioni della Madonna del Rosario la prima domenica di Agosto, Toll e fav in primavera e i Baccanali a Luglio.
Per il turista in visita a Tollo è disponibile una discreta offerta di ricettività, tra hotel e b&b, e di ristorazione.

Il territorio di Tollo,
il clima influenzato dalle brezze provenienti dal mare
e la vicinanza del massiccio della Majella
conferiscono ai vini caratteristiche uniche.

LA VITICOLTURA

La coltivazione della vite e il consumo dell’uva e del vino a Tollo risalgono all’epoca romana, come dimostra il rinvenimento di dolia da vino e da olio e celle vinarie, ma anche di resti di villae rusticae romana dove la viticoltura aveva un ruolo centrale. La specializzazione viticola si mantiene nei secoli e le dominazioni che si susseguirono a Tollo ne mantennero la specificità, dai Longobardi ai Normanni no al Regno di Napoli.
In età medievale, nelle decime degli anni 1308, 1323 e 1325 Tullo o Tullum appare citato, in modo profetico, fra le località che devono prestazioni di laboratores seu vinarum alla Diocesi Teatina.
Alle soglie dell’età moderna, nel 1776, nel Regno di Napoli il vino di Tollo era già famoso tanto da essere celebrato nei componimenti poetici del frate Bernardo Maria Valera pubblicati nel 1835, il quale definisce la zona di Tollo come: “Piccola terra nell’Abruzzo Citeriore, e non molto lontana dal mare Adriatico, di amena situazione, e celebre pel suo vino rosso, ( rubino ) volgarmente detto Lacrima”.
Dopo tanti secoli di crescita, nel corso della seconda guerra mondiale Tollo fu letteralmente rasa al suolo, unico paese in Abruzzo in quanto il fronte, a partire dal novembre 1943, corse lungo il confine con il territorio di Ortona. Insieme al centro storico andarono distrutte le aziende agricole ed i vigneti. I coltivatori tollesi non si persero però d’animo e, nell’immediato dopoguerra, ripresero la coltivazione della vite. Le dolci colline tornarono a ricamarsi di vigneti.
Grazie alla vite, Tollo fu uno dei pochissimi paesi abruzzesi a non essere stato interessato, se non marginalmente, dal fenomeno dell’emigrazione. Inizia così il rinascimento della viticoltura a Tollo, cammino che fa segnare una tappa cruciale con l’istituzione della DOP Tullum.

UNA TERRA DI QUALITÀ

Il territorio di Tollo conferisce ai vini un’unicità. Questa è motivata anzitutto dal clima, influenzato dalle brezze provenienti dal mare, che si trova a pochi chilometri, e dalle escursioni termiche tra il giorno e la notte dovute alla vicinanza del massiccio della Majella da un lato e dal mare Adriatico dall’altro. Vi sono poi le caratteristiche del suolo che presenta substrati diversificati, comunque non troppo fertili, particolarmente adatti ad una viticoltura di qualità. Il binomio clima-terreno fa sì che il territorio si presenti diverso nelle singole frazioni, motivo per cui la DOP Tullum identifica le tipologie in base alla loro collocazione sul mappale.